Manutenzione Lamine

Preparazione degli sci – LE LAMINE

Nella preparazione dello sci, per quanto riguarda la conduzione, la lamina (oltre che la soletta) assume un ruolo fondamentale anzi, oserei dire senza paura di essere smentito che la lamina forse è l’elemento che più merita una cura particolare e attenta al fine di .mantenere una manovrabilità e una tenuta ottimale sopratutto con neve artificiale e ghiaccio (tradotta in pratica: controllo dello sci!).

Premessa

Consideriamo questa operazione come una delle fasi più importanti se non la più importante della preparazione dello sci pertanto il primo consiglio che ci sentiamo di dare è di porre particolare attenzione a questa “lavorazione” sia che sia fatta da un laboratorio specializzato, da uno ski man o sopratutto se è fatta “in casa” con il metodo fai da te, che ci sentiamo di sconsigliare a chi non possiede un minimo di manualità.

Affrontiamo questo argomento per gradi cercando di dare dei consigli generali a chi vuole avvicinarsi ad affrontare da solo a questo tipo di manutenzione sopratutto con il metodo “fai da te” mettendo in chiaro fin da subito che non tutte le operazioni sulle lamine possono essere fatte manualmente a regola d’arte, quando le condizioni dell’attrezzo sono particolarmente compromesse.

Diverso è il caso in cui gli interventi “fai da te” sono volti a mantenere l’attrezzo nelle migliori condizioni, per salvaguardarne le performance (o modificarle) e migliorare la durata con la soddisfazione di usare lo sci con il massimo delle prestazioni, aumentando il tempo di utilizzo fra una manutenzione e l’altra, se fatta in laboratorio, e quindi sostanzialmente risparmiare sulle manutenzioni.

Dobbiamo innanzitutto definire quelle operazioni che qualsiasi sciatore può fare sugli attrezzi (anche nuovi) al fine di:

·         controllarne lo stato delle lamine

·         modificare la preparazione per un uso specifico

Se lo sci è stato appena acquistato (nuovo o usato che sia) avrà una preparazione delle lamine che può essere rispettivamente “di fabbrica” o “da laboratorio” ma che deve essere valutata per capire innanzitutto se le lamine siano preparate correttamente e adatte al nostro livello di sciata, o uso che ne vogliamo fare.

Iniziamo per intenderci con delle informazioni di base per fissare i termini corretti o comuni sulle parti dello sci che sono coinvolte nella preparazione delle lamine.

 

Struttura degli Sci

Diciamo che possiamo ricondurre in linea di massima a due tipologie fondamentali di strutture che le case produttrici di sci propongono sul mercato:

·         La struttura a sandwich a fianco dritto

·         La struttura monoscocca

Struttura A Sandwich Fianco Dritto 1. Soletta in grafite sinterizzata
2. Base in fibra di vetro
3. Lamina
4. Gomma antivibrante
5. Anima
6. Gomma antivibrante
7. Fenolo
8. Titanal
9. Copertura

Struttura Sci Monoscocca

 

 

a. Soletta in grafite sinterizzata
b. Base in fibra di vetro
c. Fenolo
d. Lamina
e. Nucleo
f. Copertura

 

Sezione di uno Sci e sue parti principali

Per quanto riguarda la cura delle lamine, semplificando possiamo individuare le parti principali delle due strutture come nella seguente figura

Sezione Di Uno Sci

Sezione di uno Sci semplificata

Teniamo presente che lo sci appoggia sulla neve non solo con la parte bassa cioè soletta e lamina ma in curva l’appoggio è sulla lamina e parte della soletta.

Sci Superficie di Contatto

Le lamine dello sci sono generalmente in lega di acciaio e costituiscono l’angolo della superficie sciabile di contatto. Hanno la funzione di determinare la tenuta dello sci in fase di presa di spigolo (curva).

Lamine ed angoli

Le lamine sono “preparate” dalla casa costruttrice dello sci con angolazioni standard che si differenziano da costruttore a costruttore con qualche distinguo. Alcuni produttori non effettuano alcuna preparazione e mettono sul mercato sci con gli angoli 0° e 90° per permettere a chi li compra di variarli a proprio piacimento sopratutto se il prodotto è nella fascia “racing”.

Sci - Angolo di Tuning

Di norma gli sci da turismo che troviamo in negozio per la maggior parte hanno angoli di tuning da 0,5° a – 1°e di spigolo di 89° a 88°. Questo permette, in linea di massima, una buona presa di spigolo ed una buona conduzione dello sci.

Quali sono gli angoli adatti a voi?

Gli angoli hanno valori che variano in funzione dell’utilizzo dell’attrezzo, ma dipendono anche dal tipo di utilizzo e dal livello tecnico dello sciatore quindi c’è sempre una soggettività in merito a questa scelta. Nel caso di preparazione da gara, dal tipo di disciplina, in cui vengono usati (Speciale, Gigante, Discesa etc.)

di massima possiamo dire che:

  • Per lo Sci turistico con sci allround e race è consigliabile un angolo della lamina variabile tra 88° e 89°;
  • Per gara  F.I.S. l’angolo è tra 86° e 88°.Di solito per il gigante non è consigliabile scendere sotto gli 87° e per lo slalom si consiglia un angolo di 86°.
  • Per quanto riguarda il tuning (abbassamento delle lamine sul lato soletta dello sci), si consiglia per il gigante di dare da 1° a 1,5° mentre per lo slalom da 0,5° a 1°.

Controlli sulle lamine:

Quando lo Sci è nuovo è buona cosa verificare visivamente con attenzione lo stato e la linearità della lamina (ci vuole occhio esperto anche sa a volte può essere alquanto evidente anche ad un neofita). lo sci potrebbe aver subito qualche deformazione a causa di botte che nel trasporto, o anche in rastrelliera a causa di una inavvertita caduta potrebbero aver subito (a me è capitato) anche su sci nuovi di fabbrica.

Un altro difetto può essere la non planarità della lamina rispetto alla soletta per un difetto di incollaggio o di fabbricazione che inavvertitamente sia sfuggito al controllo di qualità sopratutto se abbiamo acquistato una pre-serie o sci di test che spesso vengono acquistati dai negozianti e poi rivenduti al cliente finale. Questo a maggior ragione su uno sci usato sia che sia acquistato da un privato che modelli usati per ski test o dai noleggiatori.

Innanzitutto, dobbiamo “controllarle” le condizioni delle lamine e determinare il loro stato di usura.

Controllo della planarità:

capovolgere lo sci con la soletta verso l’alto appoggiandolo su una spalla.

 tenerlo con la stessa mano inclinato verso l’altro in controluce

con l’altra mano si passa una squadretta rettificata o una lama purchè con uno spigolo preciso come ad esempio un calibro facendolo scorrere sulla superficie della soletta in modo ortogonale per tutta la lunghezza dello sci.

Fare attenzione che alle estremità sui due lati tra soletta e lamina, come evidenziato nella figura, che non ci siano evidenti differenze di angolo.

Sci - Controllo Lamina

controllo planarità

Per i “professionisti” esistono delle squadrette apposite come quella qui sotto in figura che permettono di misurare contemporaneamente angolo di tuning e angolo della lamina.

 

Squadra Lamine specifica per planarità e tuning

Calibro per misurazione tuning e angolo dei fianchi.

Usura delle lamine, cosa fare?

le lamine a causa dell’attrito con la neve, subiscono un processo di abrasione e perdono il filo molto in fretta, il che dipende principalmente dal tipo di neve con cui si ha a che fare e possono perdere il filo molto in fretta, è evidente che se gli sci sono usati su fondi duri e ghiacciati l’attrito sarà maggiore che in presenza di neve soffice. Anche la neve artificiale ha un effetto abrasivo particolare sul filo delle lamine.

Quanto si deteriorano le lamine e ogni quanto devo fare manutenzione?

Anche qui “dipende” oltre che dal tipo di neve su cui sciamo, dal nostro stile di sciata, dal peso dello sciatore ed evidentemente dalle sollecitazioni, dato che un utilizzo tipo “racing” (allenamento e gara) possono incidere pesantemente sull’usura delle stesse lamine.

Non parliamo poi se per poco innevamento ci troviamo a fare “incontri ravvicinati” con tratti di erba terra o sassi etc. che non hanno niente a che fare con le piste da sci ma che purtroppo causa lo scarso innevamento degli ultimi anni sono assai frequenti e possono nel caso peggiore creare danni strutturali molto difficili da trattare anche per un laboratorio attrezzato.

Dato che a priori non si può determinare un “tempo” evidentemente bisogna stabilire quando è il momento di intervenire attraverso un controllo visivo e manuale.

I controlli sulle lamine sono abbastanza semplici da fare; tutti possono individuare facilmente lo stato di “degrado” osservando innanzitutto il filo o spigolo della lamina che si arriccia verso l’esterno creando una “bava” che di fatto arrotonda la lamina,

Sul lato della soletta invece la lamina può presentare graffiature dovute prevalentemente al contatto con sassi o a volte anche con parti metalliche ad esempio sugli impianti di risalita o con le strutture in snow park.

Quindi come sciatori o atleti non professionisti (i professionisti hanno il loro ski man) possiamo osservare da vicino le lamine e identificare riccioli, strisci, seghettature sul bordo o sul filo della lamina

 

Manutenzione delle lamine: attrezzatura

Cosa possiamo (e dobbiamo fare) per mantenere in condizioni ottimale le lamine?

Le operazioni sulle lamine sono fondamentalmente due: l’affilaturae la regolazione degli angoli che determinano la capacità di governare gli sci.

Prima di tutto dobbiamo procurarci dell’attrezzatura e il primo passo (quello più oneroso) è quello di acquistare una morsa specifica. Potete bloccare gli sci anche in altro modo ma personalmente ve lo sconsiglio a meno che non abbiate a vostra volta un sistema di fissaggio solido che permetta di fissare agevolmente gli attrezzi dato che

  1. a) devono essere bloccati in modo stabile, non devono assolutamente muoversi (guai fare delle operazioni sugli attrezzi solo appoggiandoli su un ripiano).
  2. b) il fissaggio NON deve deformare gli sci o creare torsioni dato che questo comprometterebbe il lavoro, con pessimi risultati.

Serve una morsa da tavolo per posizionare e bloccare gli sci durante le lavorazioni e qui non bisogna lesinare più di tanto perche molte operazioni di manutenzione prevedono anche energiche azioni sull’attrezzo e se non è ben bloccato e stabile si rischia di fare solo danni. Forse la caratteristica peculiare di una buona morsa è anche quella di permettere un fissaggio “rapido” dato che diverse sono le fasi di manutenzione e dovremo cambiare spesso la posizione dell’attrezzo quindi una certa macchinosità nel fissaggio alla lunga vi farebbe pentire di non aver speso qualche euro in più soprattutto se dovete preparare diverse paia di sci.

Fate attenzione quando acquistate una morsa di verificare l’apertura delle ganasce. Se avete degli Sci da freeride particolarmente larghi alcune morse in commercio NON aprono sufficientemente e non sarebbero adatte per bloccare i vostri Sci.

E’ importante che la morsa permetta di fissare lo sci in almeno due posizioni (orizzontale con soletta verso l’alto e verticale per lavorare sullo spigolo). Ho visto anche delle morse” da falegname” che sono state adattate benissimo allo scopo con il grosso vantaggio che essendo in legno non c’è il pericolo di rovinare l’attrezzo che se fissato con troppa forza con quelle in metallo si rischia di segnare se non rovinare il fianco dello sci. Il mio consiglio personale è di usare comunque degli spessori in gomma sulle ganasce.

Alcune morse commerciali le trovi qui sotto:

Soldà - Morsa Vise CompSki Vise Comp

Morsa con blocco centrale e appoggi laterali permette di fissare lo sci in orizzontale, verticale e con inclinazione fissa a 60°.

Morsa Inclinabile

Morsa come la precedente ma con gli appoggi laterali regolabili in inclinazione

 

Morsa per Sci Fondo

Morsa con “pattini” fissabili sugli appoggi laterali come accessori per l’utilizzo ottimale con gli sci da fondo.

Morsa Snowboard

Morsa da banco per tavole da Snowboard con fissaggio in tre posizioni.

Morse Snowboard Posizioni

 

Cosa acquistare e quanto spendere.

Il mercato mette a disposizione molti prodotti per la manutenzione delle lamine e quindi il discorso potrebbe presentarsi complesso e pieno di distinguo e varianti sul tema ma per semplificare ho fatto  tre esempi con un distinguo a seconda del vostro livello che per semplicità ho suddiviso in tre scenari; per lo sciatore con vocazione puramente “turistica” che vuole fare manutenzione fai da te allo sciatore evoluto fino all’atleta che comunque vuole prolungare l’utilizzo dello sci fra una manutenzione e l’altra contenendo i costi della preparazione in un laboratorio specializzato.

Pertanto di seguito trovare tre proposte dove si tiene conto fondamentalmente anche del “budget” dove la differenza fra i tre livelli è giustificata oltre che dalla qualità della preparazione anche dalla frequenza di utilizzo dell’attrezzo e dalla richiesta di prestazioni che  è molto diversa. Bisogna sempre pensare comunque che effettuare la manutenzione “fai da te” alla fine porta anche notevoli risparmi e permettetemi di dire che, almeno per me è motivo di soddisfazione personale, …ma se non ci mettete anche un po’ di passione lasciate perdere.

  • Attrezzatura  per lo sciatore “turista”
  • Attrezzatura per lo sciatore “evoluto”
  • Attrezzatura per lo sciatore “atleta”

(in preparazione – 2 parte)

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