Attacchi per Sci – scelta, taratura, uso e manutenzione

Gli attacchi così importanti e così trascurati

 

Premessa

Gli attacchi molto spesso vengono considerati il componente meno importanti  nell’abbinata scarpone – sci – attacco, si è sempre dato una maggiore importanza allo sci cercando di riciclarli dal vecchio sci che si stava per sostituire oppure anche un buon usato  ma sopratutto non ci si preoccupava più di tanto della loro efficienza.

Oggi l’evoluzione tecnica, specialmente nel settore alpino, ha consentito una notevole riduzione degli infortuni, gli attacchi riescono a proteggere da tutti i tipi di cadute siano esse in avanti, all’indietro e laterali, però dobbiamo sempre tener presente che non esiste un attacco che sia in grado di sganciarsi con assoluta sicurezza in ogni situazione in quanto le modalità di caduta sono infinite .

Quindi per evitare al massimo la possibilità di incidenti più o meno importanti dovremmo curare adeguatamente la scelta dell’attacco, la sua taratura ed infine la manutenzione per mantenere sempre efficiente la sua funzione.

Scelta dell’attacco

Pista

La possibilità di comporre l’abbinata attacco sci a nostro piacimento si è notevolmente ristretta infatti  gran parte degli sci viene venduta con gli attacchi premontati o preforati , quindi  una volta scelto lo sci,  si dovrà montare l’attacco che ha previsto il produttore degli sci in quanto  compatibile con la predisposizione,  quindi  la scelta avverrà all’interno della stessa marca.

Restano esclusi alcuni modelli di gamma alta, dove si può scegliere un modello con taratura diversa o un modello diverso da quelle proposta in abbinata,  sci prodotti da piccoli produttori, sci da freerider e da park.

L’unità di misura della scala per regolarli non è in Kg ma in DIN che sta per Deutsch Industrie Norme, il numero di DIN regolati sul puntale e sulla talloniera dell’attacco corrisponde alla forza da applicare all’attacco per provocare la sua apertura.

Un DIN corrisponde a circa 12 kg di forza.

Deutsch Industrie Norme è stato uno dei primi enti certificatori che ha adottato una scala omogenea per la misurazione della regolazione degli attacchi da sci.

Per quanto riguarda gli attacchi da sci alpinismo la scala di regolazione non viene espressa in DIN, salvo rarissimi casi,  e quindi non sono certificati come attacchi di sicurezza.

Ma vediamo seppur a grandi linee le tipologie degli attacchi; le diversità delle varie tipologie sta sopratutto nella durezza delle molle cioè varia la forza necessaria per farli aprire mentre tutte le altre funzionalità restano sostanzialmente simili, un attacco per bambini avrà un valore massimo di  6 DIN,  quello per un attacco turistico o allmountain sino a 10 DIN, per il race sino a 12 DIN invece quello per un atleta che fa gare fino a 20 DIN.

È bene orientarsi su modelli che consentano di tenere la propria regolazione al centro della scala dei DIN.

Cosa significa? Significa che il valore di taratura in DIN, relativa al peso ed altre variabili che vedremo successivamente,  non dovrà trovarsi all’inizio o alla fine della scala ad esempio se devo impostare la regolazione su 9 DIN si dovrà evitare di scegliere un attacco con una scala tra 3 e 10 DIN, quindi a fine scala, così come si dovrà evitare di prendere un attacco con scala 8-16 DIN quindi a fine scala, ma si dovrà scegliere una attacco con scala tra 4 e 12 DIN o tra 5 e 13 DIN.

Questo consiglio è dovuto essenzialmente dal buon senso e dall’esperienza di skiman, negozianti, tecnici del settore e non è dettato da nessuna norma.

Altro aspetto da tener presente nella scelta di un attacco è la tipologia dello sciatore ovvero quale livello tecnico possiede; principiante, intermedio, esperto o atleta, se è un sciatore aggressivo o tranquillo se è pesante o leggero ed infine l’età sostanzialmente possiamo dire che a sciatori principianti, intermedi, tranquilli e di età avanzata è sconsigliato l’uso di attacchi da gara in quanto progettati per funzionare correttamente ad alta velocità senza sganci indesiderati per sopportare urti anche violenti senza aprirsi inoltre, di solito, sono accoppiati a piastre di varie tipologie che sostanzialmente vanno ad influire sulle caratteristiche dello sci che di fatto risulta decisamente più difficile da gestire e più affaticante specialmente a velocità…tranquille.

Per chi volesse usare anche gli scarponi da sci alpinismo con attacchi da sci alpino dovrà scegliere i modelli di attacco che accetta le due tipologie di suole Alpin Iso 5355 (scarponi da pista) e Iso Touring Iso 9523 (scarponi da scialpinismo) assolutamente da evitare l’uso dei scarponi da scialpinismo con attacchi per sci alpino in quanto potrebbero non aprirsi a causa del forte attrito della suola sul puntale a meno che lo scarpone disponga di suole intercabili Alpin e Touring.

Scialpinismo

La scelta degli attacchi nello sci alpinismo è molto complessa e difficile da inquadrare  in regole ben definite in quanto normalmente questa attività si svolge in ambiente dove si presentano situazioni sempre diverse e che richiedono una definizione personale del concetto di sicurezza ovvero bisogna decidere cosa è meglio per lo sciatore e, nel caso specifico degli attacchi, ad esempio, se perdere lo sci in caso di caduta, scivolata ecc. oppure che resti attaccato allo scarpone al fine di recuperare l’assetto e fermare la caduta, inoltre nei traversi ripidi e/o esposti si vuole essere sicuri che gli stessi non sgancino, quindi diventa una scelta totalmente personale.

Dopo questa doverosa premessa gli attacchi da sci alpinismo si dividono sostanzialmente in due categorie gli attacchi a telaio e gli attacchi Pin.

Gli attacchi a telaio hanno la struttura robusta e pesante, garantiscono  stabilità e sicurezza di fatto sono molto simili  ad un modello da sci alpino però vanno ad influire sulle caratteristiche dello sci modificando i valori di flessione e torsione dello stesso; lo sci diventa più rigido e torce molto meno, quindi attacchi adatti ad essere abbinati a sci per il freerider ovvero per sci larghi e piuttosto lunghi con propensione alla massima prestazione in discesa ad alta velocità.

Gli attacchi a telaio possono essere usati con gli scarponi da discesa, mentre alcuni scarponi da sci alpinismo non sono compatibili con questi a causa del tipo di profilo della suole come ad esempio i Dynafit TLT 7, TLT 5 Scarpa Alien.

Gli attacchi PIN, comunemente chiamati attacchini, ormai sono impiegati dalla maggioranza degli scialpinisti, dalla loro nascita hanno subito una continua evoluzione ed ora stanno conquistando il terreno una volta esclusivo degli attacchi a telaio.

In questa tipologia di attacchi abbiamo la categoria race che ha come caratteristica principale il peso ridottissimo e una tecnologia sofisticata e minimalista però non offrono garanzia di precisione della regolazione dello sgancio.

La categoria tourig pur mantenendo un peso basso sono più robusti con possibilità di regolazione della forza di sgancio, e decisamente più sicuri inoltre sono disponibili alcuni modelli certificati come attacchi di sicurezza  con certificazione TUV.

Un consiglio; anche se l’attacco è provvisto di skitopper  usate i cinghietti di sicurezza da agganciare agli scarponi, in neve fonda con solo lo skistopper in caso di caduta si rischia di non trovare più lo sci, inoltre scegliete i cinghietti dotati di moschettone al fine di scollegare gli stessi dallo scarpone nei passaggi di zone a rischio valanga questo per evitare che gli sci restino agganciati allo scarpone nel caso foste travolti dalla valanga.

 

Regolazione sgancio

Attenzione:  questo articolo ha solo scopo informativo .
Pianetaneve  non potrà in nessun modo essere ritenuto responsabile di eventuali incidenti da chi avesse regolato i propri attacchi senza avere una qualifica professionale,  chi regola gli attacchi lo fa assumendosi  tutte  le responsabilità,
 gli attacchi devono essere unicamente montati e regolati solo da un rivenditore  e/o un laboratorio  autorizzato.
Le tabelle riportate di seguito in hanno solo ed unicamente una funzione descrittiva della funzionalità degli attacchi.

 

Sci Alpino

Incominciamo a vedere dove si effettuano le regolazioni, i punti sono in pratica tre, sul puntale la regolazione dello sgancio anteriore, sulla talloniera la regolazione dello sgancio posteriore e della spinta che è la forza con cui viene stretto tra puntale e talloniera.

Sci Discesa - regolazione puntale

Sci Discesa – regolazione puntale

Puntale

1  regolazione valore sgancio

2  visualizzatore valore di regolazione sgancio in DIN

3  regolazione altezza alette

 

Sci discesa - regolazione talloniera

Sci discesa – regolazione talloniera

Talloniera

1  regolazione valore sgancio

2  visualizzatore valore di regolazione sgancio in DIN

 

Sci Discesa - regolazione Spinta

Sci Discesa – regolazione Spinta

Spinta

Con lo scarpone agganciato l’indicatore evidenziato deve rimanere entro le tacche di riferimento ( subito al di sotto dell’indicatore).
Se l’indice esce dalle tacche bisognerà spostare in avanti o indietro la talloniera tramite la vite subito sotto a quella di regolazione dello sgancio o spostando la talloniera sulla slitta come in questo caso.

 

la taratura dell’attacco è regolata dalla normativa DIN/ISO 11088 che sulla base dai seguenti parametri caratteristici di ciascun sciatore, in particolare:

  • altezza sciatore
  • peso sciatore
  • lunghezza suola scarpone
  • età sciatore
  • caratteristiche tecnica sciatore

il perché la norma tiene conto di questi valori è abbastanza  intuitivo, senza addentrarci in spiegazioni teoriche di meccanica, infatti più un sciatore pesa più sollecita l’attacco quindi all’aumentare del peso dello sciatore va aumentato il valore dello sgancio dell’attacco.

Sciatori esperti, atleti amatoriali, aggressivi su terreno difficile o impegnativo  sollecitano maggiormente gli attacchi rispetto a un principiante che scia in modo prudente quindi  i valori di sgancio devono essere più alti.

Più lungo è lo scarpone più elevato è l’effetto leva ed aumenta forza di torsione verso il ginocchio quindi valori di sgancio più bassi.

Per convezione sciatori con età maggiore di 50 anni si ritiene che sollecitano meno l’attacco e quindi  la regolazione del valore di sgancio saranno più bassi.

Vediamo ora, con un esempio, come si determina il valore di taratura del valore di sgancio mediante l’uso delle tabelle secondo la norma ISO 11088

Tabelle classificazione sciatore

 

Esempio

dati dello sciatore

  • peso: 75 kg
  • altezza: 170 cm
  • caratteristiche tecniche sciatore : velocità elevata, piste ripide, esperto
  • età: 55 anni
  • Lunghezza suola dello scarpone: 320 mm

 

Procedura

  1. sulla Tabella 2 cercare il peso sulla prima colonna e l’altezza sulla seconda, spostarsi orizzontalmente sulla terza colonna che definisce il codice sciatore, nell’esempio il codice sarà  K
  2. sulla Tabella 1 cerco il tipo di sciatore cercando sulla colonna centrale la descrizione delle carattestiche che più si avvicinano , nell’esempio lo sciatore è di tipo 3 e il relativo codice letto sulla Tabella2 non sarà più K ma bensì, come indicato nelle terza colonna di tabella 1, quello di due righe più in basso di tabella 2 ovvero M
  3. dopo aver determinato il codice sciatore lo dobbiamo correggere con il fattore età, nell’esempio lo sciatore ha 55 anni per cui la Tabella 1 ci dice di risalire di una sulla Tabella 1 per cui il codice sciatore sarà L
  4. dopo aver definito il codice sciatore andiamo sulla Tabella 3 incrociando la colonna con la lunghezza dello scarpone con la riga relativa al codice sciatore si definisce il valore in DIN da impostare su talloniera e puntale, nell’esempio lunghezza scarpone 320mm, codice sciatore L il valore  regolazione è di 6 DIN

Un altro standard internazionale interessante sono le tabelle francesi AFNOR,  che indicano valori DIN, in questo caso differenti per uomini e donne e tengono conto dei fattori di compensazione basati sul profilo dello sciatore, l’uso è simile alle tabelle precedenti.

 

Tabella 4 Fattori di Compensazione

PROFILO DELLO SCIATORE CORREZIONI ALLA TABELLA
Principiante di + di 25 anni

Sciatore di + di 50 anni

Salire di 1 riga
Principiante bambino e giovane di -25 anni

Turista con poca forma

Buon sciatore di stile morbido e prudente

Nessuna correzione
Buon sciatore giovane con stile morbido e fluido

Turista con buona forma fisica

Scendere di 1 riga
Buon sciatore aggressivo Scendere di 2 righe
Sciatore molto forte su terreni impegnativi Scendere di 3 righe

 

Tabella 5  Donne

Peso in Kg Lunghezza suola scarponi in mm
<251 251/270 271/290 291/310 311/330 >330
Misura della scarpa
>33 34/35 36/38 39/41 42/44 >45
10/17 3/4
18/21 1 3/4
22/25 1
26/30 2
31/35 2
36/41 3 2
42/48
49/57 3 3
58/66 4 3
67/78 5 4
79/94 6 5
>94 7 6
8 7
10 8

 

Tabella 6 Uomini

Peso in Kg Lunghezza suola scarponi in mm
<251 251/270 271/290 291/310 311/330 >330
Misura della scarpa
>33 34/35 36/38 39/41 42/44 >45
10/17 3/4
18/21 1 3/4
22/25 1
26/30 2
31/35 2
36/41 3 2
42/48
49/57 4 3
58/66 5 4
67/78 6 5
79/94 7 6
>94 8 7
10 8
11½ 11 10

 

Scialpinismo

Come già accennato in precedenza negli attacchi da scialpinismo,  salvo alcuni modelli,  la scala di regolazione è espressa con unità di misura riferite a valori di sgancio frontale My e di rotazione Mz questi valori sono espressi in Nm ovvero Newton/metro.

la tabella 7 si basa sempre sulla norma ISO 11088 e la procedura è identica a quella seguita nell’ esempio utilizzando le tabelle 1,2,3.

Quindi nella tabella 7 sulla colonna I si andrà a determinare il codice dello sciatore incrociando la colonna Code con la riga del peso ed altezza, in questo caso il peso deve essere comprensivo dello zaino e relativa attrezzatura come corda, picozza ecc.

Poi si correggerà, usando la tabella 1, il codice dello sciatore.

Trovato il codice, incroceremo la riga dello stesso con la colonna relativa alla lunghezza dello scarpone il numero cosi trovato, che si chiama Z, detto valore corrisponde nella colonna III ad una coppia di valori espressi in Nm per valori di sgancio frontale My valore 2) e di rotazione Mz valore1).

il valore di sgancio da regolare sulla talloniera e in alcuni casi sul puntale come ad esempio nel caso del Diamir Vipec 12 o di Trab TR2, sarà in numero trovato sulla colonna II dall’incrocio della riga del codice sciatore con la colonna relativa alla lunghezza dello scarpone  ovvero il valore Z .

Talloniera attacco sci apinismo

Talloniera attacco sci alpinismo

Talloniera

In questo modello si possono notare l’indicazione dei valori My e Mz riportata sulla scala dei valori di regolazione.

 

Talloniera attacco sci apinismo regolazioneTalloniera regolazione Punti di regolazione Talloniera

Variano da modello a modello questo è  ancora abbastanza comune.

1  regolazione valore sgancio frontale

2  regolazione valore sgancio rotazione o laterale

Tabella 7

Tabella 7

Tabella 7

Molto importante ai fini della la sicurezza la verifica e certificazione della regolazione dello sgancio degli attacchi con la macchina della Wintersteiger siano essi per lo sci alpino che per lo sci alpinismo infatti la nuova versione di detta macchina prevede anche la prova per questa tipologia di attacchi, buona norma sarebbe il controllo annuale con questa macchina prima di iniziare la stagione, purtroppo queste macchine non sono molto diffuse, però se trovate un laboratorio che ne è dotato approfittatene, sono soldi ben spesi.

Qui sotto l’immagine dell’ultimo modello visto a Bolzano in Prowinter 2017

Macchina per regolazione sgancio attacchi

Macchina Wintersteiger per regolazione sgancio attacchi

Qui sotto (oppure Cliccando qui ) si può vedere un video di come lavora questa macchina, ovviamente è un modello precedente alla macchina della foto qui sopra.

 

Uso e Manutenzione

Partiamo innanzitutto dal trasporto degli sci e di conseguenza degli attacchi quindi quando partiamo per andare a sciare e  li trasportiamo sul porta sci sul tetto dell’automobile esponiamo gli attacchi , alla polvere del ghiaino e al sale sparso sulle strade a pioggia o neve, si dovrebbe, per garantire un buon funzionamento durante la stagione, proteggerli con sacche di protezione della zona attacchi oppure sacche porta sci.

A fine giornata bisogna eliminare tutta la neve sugli attacchi ad esempio con una spazzola in nailon di media durezza al fine di evitare che, nel caso vengano riposti nelle sale deposito, la neve diventi acqua e si possa infiltrare all’interno degli attacchi ossidando, a lungo andare, i meccanismi di sgancio .

Se invece li lasciate esposti sui porta sci la notte la neve si ghiaccerà compresa quella un po’ sciolta che può penetrare all’interno e di conseguenza quando verranno usati al mattino successivo le regolazioni dell’attacco potrebbero risultare alterate.

Suole degli scarponi usurate o sporche possono alterare i valori di sgancio, controllate periodicamente lo stato di usura di punta e tacco dello scarpone una volta usurati non esitate a sostituirli.

Gli attacchi vanno ben tenuti puliti da terra e polvere per tutta la stagione.

A fine stagione riportare a  zero il precarico delle molle di puntale e talloniera degli attacchi pulirli con cura anche usando prodotti lubrificanti e detergenti , non serve lubrificare il meccanismo interno in quanto già lubrificato a vita dal costruttore infine vanno conservati in locali asciutti.

All’inizio di stagione prima di iniziare l’attività fate regolare gli attacchi da un laboratorio specializzato e se ne fosse dotato, verificare lo sgancio con l’apposita macchina che rilascia la certificazione di corretta taratura.

 

Protettivo lubrificante spray per attacchi sci

Un prodotto in commercio che abbiamo testato e che ci sentiamo di consigliare, per la protezione e lubrificazione degli attacchi, è sicuramente il “Protettivo” spray prodotto con il marchio Soldà.

E’ prodotto spray specifico, con il beccuccio direzionale che permette di indirizzare meglio lo spruzzo e dimostra ottime caratteristiche.

 

Sul web lo trovate qui:

 

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